Un piccolo progetto per una grande sogno: il C.E.I. “Qankunapaq”

di | Marzo 17, 2025

Mentre i primi raggi di sole sorgono alle spalle della statua del Cristo della Concordia di Cochabamba, provo a mantenermi aggiornato cercando di attraversare illeso le decine di notizie che trasudano preoccupazione e tristezza dai periodici digitali italiani e boliviani. Un rituale necessario per ricordare a se stessi il motivo di una scelta oramai nascosta tra le orme del tempo che passa e sempre utile per prepararsi ad affrontare le sfide quotidiane con più energia e determinazione.

Sarebbe falso e controproducente non ammettere che stiamo vivendo una nuova fase di violenze, discriminazione e abusi di potere a livello mondiale, cicli che si ripetono da secoli e che ci obbligano a schierarci, perché se resti nel mezzo diventi complice della parte sbagliata. Cosa posso fare? Anzi…cosa possiamo fare insieme?

Sono trascorsi più di 14 anni dal mio arrivo a Cochabamba ma sono sempre più convinto che l’unica arma a disposizione per provare a ricostruire un futuro migliore è l’educazione dei più piccoli attraverso l’esperienza dei più grandi. Un’equazione semplice basata sulla connessione di dimensioni diverse che legano da sempre gli esseri umani e il proprio destino.

Alla luce dell’esperienza acquisita in 10 anni nel mondo dell’istruzione e formazione e in sintonia con gli innumerevoli amici e amiche dell’Associazione Olas de Esperanza – Insieme per la Bolivia O.D.V., vorremmo presentare ufficialmente un’idea pazzarella che ha già percorso negli ultimi mesi migliaia di chilometri tra l’Italia e la Germania ma che adesso, grazie alla grande solidarietà e fiducia incontrate, sta ponendo le basi per la realizzazione di un piccolo sogno: aprire un nuovo Centro di Educazione Inclusiva  per dare la possibilità a bambini e giovani boliviani di vivere nuove esperienze educative e formative. I primi mattoni sono stati già posizionati ma il cammino è lungo e pieno di sfide da affrontare.

L’idea è semplice: costruire ambienti nel rispetto dei valori umani e della storia di questo paese per offrire la possibilità di un doposcuola, una mensa popolare e una sala di fisioterapia immersi nella natura e nella gioia di chi vuole imparare attraverso l’osservazione della realtà. Abbiamo già un nome “Qankunapaq”, che nella lingua originaria Quechua della Bolivia significa “Dedicato a voi”. L’integrazione e l’inclusione saranno i due punti focali da cui creare una prospettiva dove le diversità, dovute a condizioni sociali vulnerabili, alle difficoltà fisico-psicologiche e alle scarse risorse economiche, possono essere trasformate in opportunità per lo sviluppo integrale dell’individuo e dell’intera comunità educativa coinvolta nei processi.

Vorremmo affidare la realizzazione di questo sogno allo sguardo gentile di “Cristhianito“, un bambino di 11 anni brutalmente assassinato il 9 ottobre 2022, mentre cercava di difendere la zia da un’aggressione. Cristhian Condo Mamani non aveva i genitori biologici dalla nascita, viveva in una situazione di rischio costante e in una realtà molto umile a La Paz, nella zona di Munaypata: nonostante tutto, è stato una dimostrazione di resilienza e affetto per le persone che lo hanno conosciuto, dimostrando al mondo intero che l’Amore si esprime nel silenzio e attraverso piccole azioni alla portata di tutti.

Per questo motivo, il progetto si rivolge principalmente a una popolazione vulnerabile che comprende tutte le caratteristiche già menzionate: bambini e adolescenti con disabilità, in situazione di rischio, con scarse risorse economiche, malati, in situazioni di strada e con familiari privati della libertà.

L’obiettivo principale resta la possibilità di condividere esperienze basate sui valori umani della reciprocità e dell’amore verso il prossimo, dinamiche che dovrebbero attivare processi di trasformazione positive e di crescita personale a tutti i protagonisti di questa storia, indifferentemente dalla nazione di appartenenza e dal ruolo svolto. Il tutto basato su un dialogo fraterno e la speranza di poter essere partecipe di una vera e propria “rivoluzione sociale”.

Come scritto sui muri della città di Cochabamba:

“La unidad es el camino”